N. Nicolini, Una storia di inquinamento dell’Ottocento

Una storia di inquinamento dell'ottocento

La Stampa, mercoledi 29 agosto 1990

Una battaglia ecologica di inizio ‘800
Contro la fabbrica di coloranti che inquina l’aria insorge l’intera comunità. Accorgimenti tecnici e furbizie «politiche» consentiranno la convivenza

di Nicoletta Nicolini
Dipartimento di Chimica
Università “La Sapienza”, Roma

ORANJENBURG 1830. La fabbrica di prodotti chimici del dottor Hempel si trova nel castello di Oranjenburg, vicino a Berlino. Ha produzioni diversificate che vanno dalla parachimica a prodotti della chimica di base. Dal comparto saponi e candele si ricavano annualmente 104.000 talleri e dall’acido solforico e solfati 46.000 talleri, ma I’orgoglio della fabbrica sono gli esacianoferrati di potassio, che presentano il più alto profitto per unita di prodotto. La fabbrica impiega direttamente 157 persone, tra cui un valido direttore tecnico, e ne coinvolge indirettamente altre 600. Non a torto, quindi, viene considerata il gioiello delle attività industriali di Oranjenburg, paesino di poche migliaia di abitanti, e ha già suscitato |’attenzione del governo, interessato ad una partecipazione paritetica pubblico-privato. Le prospettive di espansione in campo nazionale sono dovute soprattutto alla produzione dell’esacianoferrato di potassio, o prussiato giallo, la cui vendita si estende non solo alle altre province, ma anche a mercati di esportazione europei e americani.

Il prussiato è la base di partenza per ottenere il blu di Berlino, un colorante dai molteplici usi, scoperto nel 1704 dal tintore berlinese Diesbach, che viene adoperato per le pitture ad acquerello, per la preparazione di inchiostri da stampa, per attenuare il giallino della carta e della biancheria, ma soprattutto per la tintura delle stoffe di cotone, lana, seta.

Tuttavia la produzione rischia di dover essere bruscamente interrotta per le difficolta legate al processo di lavorazione. Per ottenere il prussiato si devono bruciare materiali organici azotati (unghie, ritagli di cuoio, pelli, sangue, ecc.) con limatura di ferro e carbonato di potassio. La massa ricavata viene lavata con acqua e “scolata”. Dal liquido ottenuto, successivamente evaporato, si cristallizza il composto cercato. Il ferro & un elemento fondamentale della reazione. Ma di ferro sono anche i recipienti, che vengono intaccati e rapidamente consumati.

L’inconveniente più serio è comunque un altro, e precisamente l’ammoniaca, una sostanza gassosa, molto irritante e di odore non propriamente gradevole, che viene continuamente prodotta nel corso della reazione. Il dottor Hempel qualche tempo prima aveva pensato di ridurre i costi di produzione installando all’interno della fabbrica un bruciatore di prodotti organici in modo da averli subito a portata di mano; ma aveva trascurato di richiedere il permesso alle autorità competenti. Gli abitanti di Oranjenburg, superato un primo momento d’indecisione, avevano approfittato delle circostanze per inoltrare denuncia all’amministrazione comunale. La fabbrica è la vita. Ma che vita sarebbe se vissuta sempre nella puzza? Il titolare quindi era stato costretto a sospendere temporaneamente l’attività al castello e a spostare il bruciatore a mezzo chilometro di distanza dal centro abitato.

Tuttavia il problema non era stato risolto, la puzza si sentiva ugualmente.

Allora che cosa aveva escogitato il dottor Hempel? Aveva fatto circondare le proprie apparecchiature con una camicia protettiva in cui l’ammoniaca prodotta veniva catturata dall’acido cloridrico in modo da essere trasformata in cloruro d’ammonio, un sale che, oltre tutto, poteva servire per altri processi di lavorazione. L’unica difficolta rimasta riguardava |’apertura delle camicie protettive. La produzione non era a ciclo continuo per cui, al momento dell’interruzione giornaliera dell’attività, le camicie dovevano essere aperte per consentire l’allontanamento dei gas residui.

Ma le lamentele erano riprese ed anche per un buon imprenditore c’era un limite a tutto. Abbandonate le vie legali, per le quali aveva sufficientemente dimostrato la sua buona volontà investendo soldi e materiale, il dottor Hempel trova una brillante soluzione, una soluzione molto semplice ma definitiva: l’apertura delle camicie sarà fatta di notte.

L’efficacia dell’iniziativa premierà il valido titolare. Da questo momento in poi infatti non ci saranno più rimostranze. La storia raccontata non è il profilo elogiativo delle capacita imprenditoriali del dottor Hempel, né vuole essere una cronaca di inquinamento industriale felicemente risolto. Da un punto di vista storico la vicenda è importante se viene letta in chiave fisiologica, perché testimonia che nel 1830 gli abitanti di Oranjenburg avevano il sonno particolarmente pesante.

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